
Su un quai di carico, la pallet che abbiamo appena filmato misura 80 cm di larghezza, 120 cm di lunghezza e le scatole arrivano a 150 cm. Moltiplicare queste tre dimensioni dà un volume netto. Il trasportatore, invece, fattura un volume diverso, spesso superiore. Comprendere questa differenza tra il volume teorico e il volume realmente preso in considerazione durante il trasporto permette di evitare costi aggiuntivi su ogni spedizione di pallet.
Volume teorico contro volume fatturabile: cosa cambia nel calcolo di un pallet
La formula di base rimane semplice: lunghezza x larghezza x altezza, il tutto convertito in metri per ottenere metri cubi. Un pallet standard Europa (120 x 80 cm) caricato a 160 cm di altezza dà 1,536 m³. Potremmo fermarci qui.
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Il problema inizia quando le scatole sporgono dal piano. Una sporgenza di pochi centimetri da ciascun lato costringe a ricalcolare sull’ingombro reale, non sulle dimensioni del pallet stesso. Il trasportatore misura l’involucro esterno del carico, incluso il pallet. Se ci sono pacchi che sporgono, è la dimensione massima dell’insieme che serve come base.
Si applica quindi un metodo di calcolo dei metri cubi che tiene conto delle misure estreme: il punto più largo, il più lungo e il più alto del carico filmato. Questo volume di ingombro è quello che il trasportatore considera per stabilire la sua tariffa, non il volume netto delle merci da sole.
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In pratica, la differenza tra volume netto e volume fatturabile può rappresentare una parte non trascurabile del costo di trasporto, soprattutto su pallet male imballati o caricati in modo irregolare.

Misurare correttamente le dimensioni di un pallet caricato
Si misura sempre il pallet una volta terminato il carico e posato il film estensibile. Prendere le misure prima del filmaggio espone a discrepanze: il film comprime leggermente il carico sui lati ma può aggiungere volume in alto se il dome non è appiattito.
Le tre misure da rilevare
- Lunghezza totale: dal punto più avanzato al punto più arretrato del carico, non dal piano in legno. Se una scatola sporge di 5 cm da un lato, si aggiungono questi 5 cm.
- Larghezza totale: stessa logica sull’asse perpendicolare. Le sporgenze laterali contano.
- Altezza totale dal suolo: si include lo spessore del pallet in legno (generalmente intorno ai 15 cm per un pallet Europa). Il trasportatore non deduce l’altezza del piano, poiché il pallet occupa effettivamente quello spazio nel camion.
Con queste tre misure in centimetri, si divide ciascuna per 100 per passare ai metri, poi si moltiplica. Il risultato dà il volume in metri cubi di ingombro.
Pallet e vincoli di carico: perché il volume utilizzabile diminuisce
Un camion tautliner standard offre uno spazio interno di circa 2,40 m di larghezza. Due pallet Europa posati fianco a fianco in senso di larghezza (80 + 80 = 160 cm) lasciano un vuoto residuo tra i pallet e le pareti. Questo vuoto non è caricabile, ma esiste nel volume totale del veicolo.
Al contrario, se si posano i pallet in senso di lunghezza (120 cm), un solo pallet occupa la metà della larghezza del camion con uno spazio perso ancora più ampio. La disposizione dei pallet modifica direttamente il numero di metri cubi utilizzabili per carico.
Impilamento e sovrapposizione
Tutti i pallet non sono sovrapponibili. Un pallet di prodotti fragili o di forma irregolare non supporta che ne venga posato un secondo sopra. In questo caso, lo spazio sopra il carico, fino al soffitto del camion, è perso. Il volume fatturato rimane quello del pallet, ma il volume immobilizzato nel veicolo può essere il doppio.
Per i pallet sovrapponibili, il calcolo si aggiusta: si somma l’altezza dei due livelli, includendo il pallet intermedio. Due pallet di 120 x 80 cm sovrapposti le cui cariche arrivano rispettivamente a 100 cm e 80 cm, con due piani in legno, danno un volume di ingombro unico che si calcola come un unico blocco.

Dal volume in metri cubi al peso volumetrico nel trasporto
Il volume da solo non basta a determinare cosa si paga. I trasportatori stradali confrontano sistematicamente il peso reale e il peso volumetrico, poi fatturano sulla base più alta delle due. Il principio è semplice: un pallet di cuscini occupa molto spazio per un peso ridotto, e il trasportatore non può riempire il suo camion in peso. Compensa applicando un rapporto di conversione.
Nel trasporto stradale, il rapporto comunemente applicato è di 1 m³ per 333 kg (i ritorni variano su questo punto a seconda dei trasportatori e dei paesi). Si moltiplica quindi il volume in metri cubi per questo coefficiente per ottenere il peso volumetrico.
- Se il peso reale del pallet è superiore al peso volumetrico, si fattura al peso reale.
- Se il peso volumetrico supera il peso reale, è il volume a dettare il prezzo.
- Per le merci leggere e voluminose (imballaggi vuoti, schiuma, tessuti), il peso volumetrico supera quasi sempre il peso reale.
Conoscere il volume esatto del proprio pallet permette quindi di anticipare quale modalità di fatturazione si applicherà e di adattare l’imballaggio di conseguenza. Ridurre l’altezza di carico di qualche centimetro, eliminare una sporgenza laterale o utilizzare scatole meglio adattate può far passare la fatturazione da volumetrica a ponderale.
Ottimizzare il volume prima della spedizione
Il calcolo non si ferma alla misura. Una volta conosciuto il volume, si può agire su di esso. Riconfigurare il piano di palettizzazione per eliminare gli spazi vuoti tra le scatole riduce meccanicamente l’altezza totale. Ogni centimetro guadagnato in altezza si traduce in metri cubi risparmiati su tutto un carico.
Allineare le scatole al bordo del piano elimina le sporgenze e riporta le dimensioni totali a quelle del pallet stesso. Filmare mantenendo una sommità piatta, senza dome, evita al trasportatore di prendere la misura al punto più alto di un impilamento bombato.
Su spedizioni regolari, ricalcolare il volume dopo ogni modifica dell’imballaggio fornisce una base affidabile per negoziare le proprie tariffe di trasporto. Un volume controllato è un costo prevedibile e un camion meglio riempito per tutti.